Dell’artisticità

Un animo sensibile è spesso un animo artistico.

Poco importa quale forma d’arte esprima. Che si tratti di musica, architettura, pittura, scrittura, danza o altra forma espressiva, l’artisticità può essere considerata un “elemento costituzionale”, un bisogno dell’anima intimamente unito al sé.

A nostro parere, ci sono vite che, a ben vedere, sono artistiche.
Ci sono vite che esprimono bellezza oltre misura. Non si tratta di vite senza ostacoli, senza problemi, senza difficoltà; si tratta delle vite di esseri umani che trasmettono integrità, pulizia d’intenti.
Sono vite “leggere” a prescindere dalla possibile pesantezza della quotidianità.
Forse è il bisogno di trovare amorevolezza dentro e fuori, che porta alcuni esseri umani a generare un’“onda benevola” la cui vicinanza ci fa stare bene.

La capacità di generare pace e armonia intorno a sé, richiede di averla trovata e sperimentata in prima persona. Richiede, inoltre, l’aver fatto pace con la vita, l’aver imparato a relativizzare e contestualizzare gli eventi. E questo è un trucco non da poco.

Attribuire una dimensione agli eventi, contestualizzandoli in una prospettiva di ampio respiro, genera calma. Come dire che se sono nel mezzo di un incendio, sono in reale pericolo; se riesco a salire su di una collina vicina, vedo le reali proporzioni dell’incendio e magari riesco anche a cercare aiuto.

Ci vuole tempo, sicuramente ci vuole tempo per imparare.

Crediamo che esista un’artisticità dell’essere che si traduce in artisticità nei rapporti e certo possiamo considerare questa, una diversa forma d’arte.
Rendere la nostra vita armonica, e in quanto tale, artistica, è un nobile obiettivo che probabilmente racchiude l’essenza dell’artisticità.

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