Il simbolo del cuore e la sua storia

Il simbolo del cuore, stilizzato, è una delle icone più potenti del nostro tempo.

Basti pensare al celebre I Love New York, per avere un’idea di quanto questa rappresentazione sia entrata prepotentemente nell’immaginario collettivo.

I love NY t-shirt

Il cuore è chiaramente la metafora dell’amore, al punto da sostituire, la parola “love” con l’equivalente simbolo grafico.
Il cuore, nella realtà è composto da ventricoli, vene, atri destri e sinistri, aorta e arterie varie. Tutti combinati insieme formano un intrico complicato e non certo esteticamente gradevole.

Come ha fatto questo cuore…

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.. a diventare così?

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E perché il mondo intero oggi riconosce in quella semplice forma la figura del cuore?

La storia è molto curiosa ed interessante.
Sui reperti antichi la figura esisteva da molto tempo, ma con un altro significato. Era la rappresentazione delle foglie di una pianta. In Grecia, in genere, indicava la vite. Nel mondo etrusco simboleggiava le foglie di edera, veniva inciso sul legno e sul bronzo e dato in regalo agli sposi durante i matrimoni, come augurio di fertilità, di fedeltà e rinascita. I buddisti ci vedono, dal II secolo in poi, il segno dell’illuminazione.
La svolta avviene proprio in quel periodo, ma in ambiente romano. È il medico Galeno che, sulla base delle sue osservazioni anatomiche, scrive circa 22 volumi di medicina, destinati a diventare un caposaldo per la disciplina nei secoli a venire. È qui che parla del cuore come di una specie di foglia di edera rovesciata, a forma di cono.” [tratto da: http://www.linkiesta.it/cuore-storia-simbolo]

Dalla descrizione che Galeno fornisce nel cuore, si comprende perfettamente da dove nasce l’idea del simbolo grafico. Galeno non lo può sapere, ma questa sua semplice descrizione è destinata a influenzare il futuro.

Il simbolo del cuore come lo conosciamo noi oggi compare nel 1200, in un manoscritto del Roman de la Poire (Il romanzo della Pera), in cui due amanti sbucciano insieme una pera con i loro denti.
Negli scritti medievali, la prima lettera di ogni capitolo era decorata. E in questa “S” appare un uomo che regala il suo cuore, come segno d’amore, alla sua damigella.

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A seguire, nella Cappella degli Scrivegni, di Padova, Giotto raffigura un ritratto allegorico della Carità che porge il suo cuore a Cristo. E anche qui ha la forma del cuore come icona rappresentativa e stilizzata.
Eppure, come dimostrano, per esempio, i disegni di Leonardo da Vinci, nel XV secolo, il cuore era ben conosciuto dal punto di vista anatomico.
Il colpo finale, arriva nel 16esimo secolo, con le carte da gioco francesi. Qui ogni seme ha la sua rappresentazione. Le picche, i fiori, i quadri.

E i cuori, che hanno, da quel momento, la loro forma definitiva, che ritroviamo ovunque, anche nelle “emoticons” con cui scriviamo SMS, messaggi di stato su Facebook o pensieri per gli amici o per le persone che amiamo su WhatsApp.

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