Imparare a dire di no

Alcuni di noi sono buoni, troppo buoni, tanto da rinunciare alle loro necessità.

Non si tratta più di altruismo ma di una disponibilità così totale verso il prossimo, da perdere di vista i propri bisogni e diritti. In questi casi può trattarsi di una  vera patologia che il Dsm (Diagnostic and statistical manual of mental disorders), manuale di diagnostica tra i più usati dagli psicologi e psichiatri di tutto il mondo, definisce “disturbo dipendente di personalità“.

Il disturbo è caratterizzato da almeno 5 di questi elementi:

  1. difficoltà nel prendere decisioni senza ricevere consigli;
  2. bisogno di delegare le responsabilità della propria vita agli altri;
  3. difficoltà a esprimere disaccordo verso gli altri;
  4. difficoltà nel fare cose autonomamente per mancanza di fiducia in sé;
  5. bisogno estremo di ottenere approvazione e supporto altrui tanto d’essere disponibili a fare di tutto per ottenerli;
  6. disagio nello stare da soli; tendenza a rimpiazzare subito una relazione stretta con un’altra;
  7. preoccupazione esagerata di essere lasciati a se stessi.

Anche quando non sfocia nella patologia, si può trattare di uno “stile dipendente di personalità”: è il caso di chi fa fatica a esprimere serenamente in modo diretto la propria opinione e si trova a disagio a causa della sua incapacità nel dire di no chiaramente.

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