Perché chiedere la doggy bag non è imbarazzante

Prima di tutto chiariamo, per i pochi che non dovessero saperlo, che la doggy bag non è un accessorio all’ultima moda per il vostro adorabile cagnolino.

Letteralmente “doggy bag” significa la borsa per il cane, cioè la raccolta di avanzi di cibo da dare al cane. Fuor di metafora, indica la busta contenente ciò che non si è finito di mangiare o di bere al ristorante.

Molti gli esempi di celebrità d’Oltreoceano che non si fanno problemi a portare a casa quanto hanno avanzato al ristorante: per citarne solo due, la first lady Michelle Obama che, in viaggio in Italia qualche anno fa con il marito, dopo aver assaggiato la cucina tipica della capitale ha richiesto che gli avanzi di amatriciana le venissero impacchettati, oppure la cantante Rihanna, che recentemente è stata vista uscire da un prestigioso ristorante di Santa Monica esibendo una bottiglia di Sassicaia ancora mezza piena.

La Francia tenta di convincere i suoi cittadini che portarsi a casa i resti della cena dal ristorante non è disdicevole, non ti fa sembrare l’avaro di Molière.

Per farlo, introduce parole nuove come “Gourmet bag” e “Eco-gastronomo”.

È  assolutamente arrivato il momento di ridurre gli sprechi e quello che è da buttar via sono i pregiudizi. Lo vorrebbe la Francia che, come molti altri Paesi, tenta di incentivare la pratica del “doggy bag” al ristorante, ovvero la busta con gli avanzi che minimizza gli sprechi.

Una questione di ambiente, e di civiltà, che l’Unione europea ha fatto sua due anni fa, con l’impegno a dimezzare i propri sprechi di cibo entro il 2025. A oggi, i Paesi Ue gettano nel cestino 100 milioni di tonnellate di cibo buono l’anno. Per rimediare, molti sono andati oltre la doggy bag: i tedeschi hanno frigoriferi per strada, dove lasciare quel che è troppo nel proprio frigo perché altri lo consumino, e in Germania funziona ottimamente il primo grande portale di food-sharing. L’Austria, recentemente, si è organizzata con distributori automatici di pane del giorno prima: economico ed ecologico.

Ci stiamo provando anche in Italia.

Un’indagine di Coldiretti dice che ancora il 24% di noi si vergogna a chiedere la doggy bag. Solo il 10% la richiede come abitudine. Però è anche vero che stanno prendendo piede iniziative come quella “Tenga il resto” a Monza e stanno avendo un discreto successo.
Dal 29 ottobre del 2014 è partita questa campagna per sensibilizzare i cittadini contro lo spreco alimentare e per il recupero dei pasti non completamente consumati. Nei ristoranti della città di Monza che espongono la locandina è possibile richiedere che il pasto non consumato venga confezionato in comode vaschette in alluminio da portare a casa senza alcuna spesa aggiuntiva.

Un’altra iniziativa importante è la creazione del circuito “il buono che avanza“: un progetto milanese che riunisce tutti i ristoranti che offrono la possibilità di chiedere la doggy bag.

Per i francesi, invece, il concetto sembra inarrivabile, dice l’articolo di Wired, e “il popolo che fu rivoluzionario è oggi tanto borghese da trovare umiliante chiedere gli avanzi della cena al ristorante. La questione resta un tabù non solo per gli avventori, ma anche per i ristoratori, che possono guardarti storto e aumentare il tuo senso di disagio, come segnala qualche blogger americano.”

“Le cose stanno lentamente cambiando tra i più giovani per via di una maggiore consapevolezza ambientale e della crisi economica, e anche appunto per l’impegno del governo, che ha lanciato iniziative a favore della doggy bag anche in città spocchiose come Lione, una delle capitali della cucina più raffinata del mondo. Come in Italia, si cercano ristoranti amici e si forniscono vaschette take-away gratuite.”

Diversamente da noi, il governo francese ha dovuto però cambiare nome all’iniziativa: niente doggy bag (letteralmente, come detto all’inizio, avanzi per il cane), ma “gourmet bag” (avanzi da gourmet). Per diffondere il messaggio, sulle porte dei ristoranti che aderiscono all’iniziativa c’è anche una sorta di pubblicità progresso, con un uomo che chiede di portare a casa gli avanzi al ristoratore, e la scritta “Non sono un tirchio, ma un eco-gastronomo”.

Forse dovremmo imparare dagli americani, e semplicemente abbracciare il nostro Sassicaia avanzato (o magari anche un vino leggermente più economico, no?) e portarcelo a casa senza troppe domande, come ha fatto recentemente la regina Rihanna.

[tratto da: http://www.wired.it/lifestyle/food/2014/11/14/doggy-bag-grazie-francesi/?utm_source=wired&utm_medium=NL&utm_campaign=daily]
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